//Quell’Emilia Romagna che gli americani devono ancora scoprire…del tutto.

Quell’Emilia Romagna che gli americani devono ancora scoprire…del tutto.

Se chiedi a un italiano dove si trovi il miglior cibo in Italia, ti risponderà quasi certamente “A casa di mia mamma!” ma se poniamo la questione in termini regionali l’Emilia Romagna vince su tutte. Certo verranno nominate anche altre cucine regionali ma quella emiliano romagnola vincerà sempre su tutte. Inizia così un articolo di Forbes di qualche anno fa in cui si elogiano proprio le eccellenze culinarie di questa nostra Regione, che non a caso vanta il record europeo di certificazioni Dop e Igp con ben 44 prodotti agroalimentari. Record e primato riconosciuto in tutta Italia, ma meno all’estero.

In America, si legge nell’articolo, la risposta alla domanda “In quale Regione italiana si mangia meglio? La maggior parte degli americani risponderebbe “In Toscana”. Gli esempi che avvalorano questa tesi sono innumerevoli, i locali che offrono cibo, anche solo di evocazione italiana, richiamano quasi tutti la Toscana tanto che tempo fa un ristorante di New York, chiamato Amarcord in riferimento a Fellini e alla cucina romagnola, dovette chiudere e riaprire con il nome Il Toscanaccio per garantirsi un afflusso di clienti degno di questo nome. É bene continuare a ribadirlo e ricordarlo invece il nostro primato, perché stiamo parlando della patria del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (e a tal proposito noi vi consigliamo di dare un occhiata a questa Acetaia, la Cà del Non), del prosciutto di Parma, della pasta fresca, della Piadina e di molto altro ancora. Un luogo definito dall’autore durante il suo viaggio in tre diverse regioni italiane “un paradiso eno-gastronomico” tanto che nello stilare la top list dei posti migliori in cui aveva mangiato, 5 su 6 erano in Emilia Romagna.

Tra le motivazioni di questo fenomeno ce n’è una che noi troviamo squisitamente significativo ed è che “le mani che preparano queste specialità sembrano così vere e sicure, come a dire, questo è quello che facciamo, questo è quello che le mie nonne facevano” e nonostante questa frase sia molto comune in Italia, la portata di questa attitudine in Emilia Romagna mette la regione su un livello più alto. Una sorta di “arte del fare” che ritroviamo non solo nel food ma anche in altri settori che suscitano l’interesse dei mercati esteri, in particolare in quello statunitense: come le città d’arte (Bologna in primis) o la tradizione motoristica, con marchi come Ferrari o Ducati che sempre di più diventano parte di un sistema (la Motor Valley) in grado di dialogare con l’industria delle vacanze e attrarre nuovi turisti. E la buona notizia è che questo grande potenziale è sempre più riconosciuto dalle istituzioni e gli enti che si occupano del territorio e le iniziative di promozione si moltiplicano, in particolare nel campo del turismo eno-gastronomico, lavorando anche su target specifici (si pensi al ciclo-turista, che ama conoscere il territorio, scoprirlo e “gustarlo”). E chissà, forse fra qualche hanno quel ristorante a New York rispolvererà la sua “vecchia” insegna Amarcord…sempre che qualcuno non l’abbia già fatto 😉